Strabacco – Ancona

Il ristorante per un pranzo riparatore a sorpresa (riparatore di una cena che non aveva potuto essere). L’atmosfera è davvero accogliente. Si sta molto bene ed è uno dei posti dove ho mangiato meglio. Non è un giudizio oggettivo, ma un giudizio soggettivo (naturlamente), come soggettivo è il rapporto con il cibo. Insomma ho mangiato dei cappelletti in brodo che non avevo mangiato più dalla morte di zia Maria, la sorella di mio nonno. Sono tornata indietro di 30 anni, immediatamente come solo odori e sapori ti permettono di fare. Ho rivisto una casa di campagna sulle colline emiliane, il portico; le galline che girano sotto la tavola apparecchiata di bianco immacolato; le galline da rincorrere; il pozzo, con il secchio e il mestolo per bere subito l’acqua, quell’acqua con il sapore strano; zio Onesto con il suo gilet anche ad agosto sulla porta della cantina; la cerimonia del pane appena fatto (le “micche”) che viene portato a tavola in delle grandi ceste di salice, intrecciate tanti anni prima dalla mia bisnonna; il salame, i cappelletti in brodo, la gallina con la salsa, il coniglio……
E anche questo ha contribuito allo “stare bene”. A un pranzo davvero piacevole….
Il ristorante l’aveva scelto Anto: grazie per questo teletrasposto. Grazie a chi c’era

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1 Comment

  1. maura said,

    February 22, 2011 at 10:08 am

    Un piacevole momento anche per me.
    Grazie anche a te.


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