Tutta colpa di miguel bosè – Sciltian Gastaldi

Questo libro che mi è stato regalato dalla mia amica Anto (grazie) ha molti meriti. Il primo è quello di essere riuscito a farsi finire, cosa non da poco dopo mesi di romanzi iniziati e non terminati (so ancora leggere….se qualcuno si sta dicendo “ma tu una volta finivi sempre e comunque i libri iniziati” , la risposta è “una volta facevo un sacco di cose che non faccio più e viceversa” e fuori campo aggiungerei “per fortuna).
Il secondo merito del romanzo è che sono sempre diffidente nei confronti dei libri scritti da amici di amici e di solito a ragione. Stavolta avevo torto (è un merito farmi ammettere di avere torto).
L’altro merito (ma forse non è tanto del romanzo, quanto della mia amica Anto) è quello di inserirsi perfettamente in una mio percorso di riflessione e ripensamento sul sesso, il genere, la sessualità, le persone, i maschi, le femmine. Ormai è un anno che attraverso una fase emancipatoria (liberatoria?) che avrei dovuto vivere intorno ai quindici-sedici anni e che inconsciamente ho pure affrontato, ma che nella vita di una piccola cittadina di provincia tra gli anni ottanta e novanta non poteva andare molto più in là dell’”inconsciamente. Ora ho finalmente qualcuno con cui parlarne, riderci, confrontarmi (grazie). Sto rileggendo la mia storia e le mie storie. Il libro si colloca perfettamente in questa fase della mia vita, una fase divertita e per niente pesante. Senza rimpianti o ripensamenti.
“Tutta colpa di Miguel bosè” è una specie di divertita autobiografia di un bisessuale, anzi di un metrosessuale (vedi sotto), della mia generazione. Insomma una rilettura degli anni Ottanta e Novanta in chiave “quarto sesso”, a partire dai cartoni animati (Lady Oscar e Candy Candy in primis) e dalle altre icone dei miei tempi (Heather Parisi, Miguel Bosè, Morrissey). Il tutto scritto in maniera brillante e leggera, anche negli snodi cruciali. Mi piace anche come l’autore tratta il tempo, un po’ avanti, un po’ indietro, per lasciare che i momenti topici arrivino per il lettore con i giusti tempi, a maturazione avvenuta. Insomma Sciltian Gastaldi ti prende per mano e ridendo e scherzando ti fa capire la complessità di essere sempre e comunque diversi (o forse più uguali?). I personaggi sono naturalmente maschere esagerate che personificano i più diffusi luoghi comuni, ma che servono anche a personificare i mostri di chi si scopre diverso…. Un libro che fa riflettere anche come genitore. Secondo me ne verrebbe fuori un bel film. La sceneggiatura già c’è.
A margine del libro un’altra riflessione su me stessa. La mancanza di conoscenza della “letteratura gay”. Non ho mai letto niente di Tondelli né di Leavitt. Quando l’ho detto a un amico mi ha risposto che se è per questo non conosco nemmeno la letteratura sufi o valdese……il punto però è che io non ho amici valdesi o che seguono il sufismo…..

Alcune citazioni

“Me-tro-ses-suà-le: 1. agg. e s. m. e f. Composto dal gr. métron, misura, e dal lat. sexus, sesso, e terminazione -alem indicante appartenenza. Neologismo del XXI secolo: persona abitante di metropoli post-moderna e capitalista che pone a misura della sua vita il piacere sessual-sentimentale, spesso declinato in modo indifferentemente eterosessuale, omosessuale o bisessuale, passando da un rapporto etero a un rapporto omosessuale e viceversa, o a più rapporti etero e omo in contemporanea. Sin. bisessuale, diversamente etero. Con. eterosessuale, omosessuale. A. 2010. 2. agg. e s. m. Dall’inglese-americano metrosexual, composto di metropolitan e heterosexual. Neologismo della fine del XX secolo: uomo eterosessuale abitante della società post-industriale e capitalista che ha una forte preoccupazione per il suo modo di apparire e il suo stile di vita, e che mostra dettagli estetici stereotipicamente attribuiti agli uomini omosessuali. Sin. Dandy, elegante, metropolitano. Con. Pacchiano, provinciale, paesano, contadino. A. 1994. 3. agg. e s. m. Nuova generazione di uomini eterosessuali, tendenzialmente metropolitani, consumatori di cosmetica avanzata, curatissimi nell’aspetto e salutisti. Sin. Azzimato, affettato. Con. Sciatto, trascurato. A. 2007.”

La meravigliosa descrizione di Morrissey (ripresa da Simpson): “una lesbica camionista che fa il possibile per atteggiarsi in modo femminile dovendo andare a far visita ai genitori dopo tanto tempo”

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2 Comments

  1. anto said,

    November 21, 2010 at 10:49 pm

    Sì la lettura è davvero piacevole, scorre bene e ci ricorda tante tante cose del nostro passato adolescenziale e non. Ci vuole ogni tanto una lettura più disimpegnata (sì i temi non sempre ovviamente lo sono ma i toni offrono sempre una prospettiva ironica e disincantata su ciò che viene raccontato) e poi, in certi momenti, ci vuole il “libro dello sblocco” (boh non lo so esiste davvero e per tutti ma per me più volte è stato così)… questo potrebbe assumere questo ruolo per te e mi fa piacere di essere stata io a darti questa chance 😉 A me è capitato un po’ di tempo fa con “Dona Flor e i suoi due mariti” di Amado… tanti libri cominciati, non finiti, ripresi, sofferti e poi arriva lui e tutto riprende a scorrere con facilità e piacere! Sì il piacere della lettura… “Camere separate” di Tondelli per me è davvero un capolavoro. Potresti provare con quello… Dai la letteratura sufi per il momento può attendere…
    E poi va proprio detto che è proprio colpa di Miguel Bosè perché volevamo andare al suo concerto (in questo periodo a Roma) e invece lui l’ha annullato… traditore!

  2. anellidifum0 said,

    December 14, 2010 at 2:18 am

    Bellissima questa recensione e il vostro scambio, mille grazie. Se posso consigliare un libro di Tondelli da cui iniziare, io direi “Altri libertini”, perché “Camere separate” è un capolavoro, ma rischia di ammazzarti per quanto è drammatico. 🙂


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