Sergio va in pensione

Ieri è stato l’ultimo giorno di lavoro di Sergio. E quando si dice di lavoro, si dice di lavoro. Alle 11 sono passata da lui e mi ha detto “guarda ho rilanciato la procedura, ma non mi convince, spero di chiudere…….”. Qui l’ho interrotto e gli ho detto “Se’ per favore lascia perde'”. Sergio ha lavorato con la stessa serietà e impegno fino all’ultima ora. L’ultimo minuto no perchè l’ha passato ad asciugarmi le lacrime.
Poichè questo è un blog per me, ma anche per mia figlia, voglio che C. sappia che persone come Sergio esistono. Persone che hanno, anche nel pubblico (e lo dico caso mai Brunetta mi leggesse) un senso del dovere alto e mai sopito.
Sergio ci lascia in un mare di guai. Perchè perdiamo il suo lavoro (soprattutto perdiamo un certo modo di lavorare), ma soprattutto perchè perdiamo un punto di equilibrio e riferimento. Conosco Sergio da meno di due anni, ma ho imparato a volergli bene subito. Sapere che c’era. Sapere che potevi contarci. Sempre. Era molto rasserenante.
Così ieri ho finito per piangere come una fontana. Pensare che lunedì Sergio non ci sarà non mi piace proprio. Mi mancherà e mi mancherà per moltissimo tempo.
Ed egoisticamente mi consola poco sapere che lui magari finalmente potrà fare, ancora giovane, quello che gli pare delle sue giornate.

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