Riunione scolastica

Prima riunione scolastica di mia figlia. Durata 2 ore e mezza. Mi chiedo cosa succederà quando andrà alle elementari.
Abbiamo cercato di prepararci e di non fare i soliti “genitori alternativi”. Abbiamo scelto una scuola materna privata, gestita da suore, quindi ora dobbiamo provare a mimetizzarci con i genitori veri, quelli a tempo pieno. Quelli, per capirci, che non riescono a fare un discorso completo senza nominare i figli almeno tre volte. E tutte e tre le volte è per dire quanto siano meravigliosi.
Certo mio marito la camicia nei pantaloni proprio non sa metterla, ma, in compenso, io, approfittando del fatto che avevo una riunione di lavoro, mi sono presentata addirittura in tailleur (ok sotto avevo una maglietta H&M e la borsa, tipo tascapane, a tracolla, ma ero abbastanza elegante).
Siamo perfino arrivati in orario (anche se tra gli ultimi perché abbiamo scoperto che la gente arriva anche un quarto d’ora prima in questi frangenti).
Ci siamo seduti non proprio in fondo. Una giusta via di mezzo. Abbiamo sorriso agli altri genitori con aria seria e computa di chi sta per attendere a un gran compito. Abbiamo sorriso anche a un papà pelato seduto vicino a me il cui cellulare a un certo punto si è messo a suonare e si è illuminato mettendo in bell’evidenza una simpatica croce celtica su sfondo nero.
Abbiamo fatto perfino finta di trovare simpatiche le suonerie degli altri genitori che andavano da “Il coccodrillo come fa” a “Il caffè della Peppina” ad altre musiche presumibilmente ballabili da genitore vero (hanno suonato di continuo ndr). Nella fase di preparazione avevo fortunatamente ricordato di togliere la suoneria al mio cellulare, da sempre, per la generalità delle chiamate,“Light my fire” dei Doors; c’è poi la suoneria speciale dedicata a mia madre: quando chiama lei parte “La locomotiva” di Guccini.
Loro, gli altri genitori, si conoscevano quasi tutti. Molti avevano frequentato trent’anni fa lo stesso asilo (tra trent’anni mia figlia sarà così?). La magnificazione delle gesta dei loro pargoli ha occupato gran parte del tempo prima della presentazione del corso.
Poi è arrivata una suora (vecchia che fortunatamente non insegna più) e abbiamo capito subito che non ce l’avremmo fatta, che il tentativo di sembrare “normali” naufragava lì, dopo appena un quarto d’ora..
La suora, per ingannare il tempo, ha pensato bene di parlare di una trasmissione andata in onda la sera prima. L’avevano vista tutti, tranne noi. Abbiamo capito che si trattava di una trasmissione in cui si esibiscono bambini come piccoli prodigi. Il punto è che noi la TV non la guardiamo, giusto qualche volta RaisatYOYO. I genitori veri hanno invece subito mostrato preparazione e spiccato senso critico da genitore: “E’ bellissimo vedere quei bambini, l’importante è che siano loro a voler partecipare alla trasmissione e che non siano sfruttati” ha detto una mamma con uno splendido caschetto biondo odorante di lacca. “Però sono pure esperienze che magari fanno aumentare il senso di competizione che da una parte è un bene, ma dall’altra, se esagerato, è male”, ha aggiunto una mamma strafica con una maglietta di Dolce&Gabbana. Un padre ha avuto più coraggio “Però così crescono troppo in fretta…..”. La suora annuiva computa, felice di tanta capacità di riflessione sui moderni mezzi di comunicazione di massa. Io mi sentivo a disagio ogni volta che incontravo il suo sguardo, come quando a scuola non avevi studiato e il prof ti guardava dritto negli occhi prima di chiamare per l’interrogazione. Ero, comunque, pronta a giurare che per riparare avrei guardato su youtube la puntata della sera precedente e pure tutte le altre, purché gli assistenti sociali non mi togliessero la bambina.
Alla fine della riunione i genitori (quelli veri) sono restati a parlare un po’ con le suore. Noi abbiamo preso il nostro calendario omaggio e siamo andati via. Fino ad ora gli assistenti sociali non sono venuti.

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