Kurt Masur – Beethoven Nona Sinfonia – Auditorium Roma

Il 23 sera ho vissuto un’esperienza extrasensoriale. Meraviglioso. Ho preso quasi per caso i biglietti per l’ottava e la nona sinfonia dirette da Kurt Masur all’Auditorium di Roma. Pensavo anche di avere dei posti pessimi e invece. Hanno suonato l’ottava. Bello. I posti dietro all’orchestra si sono rivelati poi i migliori per me che non conosco bene la musica classica. Lo spettacolo è stato seguire la direzione di Masur, vedere le sue mani muoversi, poco, quasi di nascosto, senza ampi gesti, e da quelle mani veder uscire tanta magnifica energia per poi trasformarsi in musica. Uno spettacolo nello spettacolo.
E mi sono ricordata quando, millenni fa, qualcuno che mi insegnava ad ascoltare la musica mi diceva: “guarda come si muovono le mani sul piano, guarda le mani”. Fondamentale davvero, stupefacente.
Ancora di più se si pensa che Masur è un vecchietto di 83 anni.
Poi è arrivata la nona e io sono volata via. Immagino che il mio corpo sia rimasto sulla poltrona perchè mio marito non si è preoccupato. Ma io non c’ero. E’ stata un’esperienza meravigliosa, non unica, ma certamente rarissima nella mia vita. Ho dimenticato tutto. Il fluire del vivere si è interrotto. L’esistenza è stata sospesa. Naturalmente il mio corpo ha pianto, ma me ne sono accorta dopo. Se fossi religiosa direi che è stata un’esperienza mistica. Non essendolo, mi viene da dire che mai mi sono sentita così vicina all’essenza delle cose. Alla consapevolezza del poco che è l’uomo e dell’immenso che il tutto. Energia, pura energia, come fossi tornata all’essere vero, come se mi fossi ricongiunta con me stessa. Non so nemmeno raccontarlo, perchè le parole sono comunque legate a questa piccola parte del tutto che chiamiamo vita.
Tornata a casa, non sono riuscita a dormire, mi sono girata nel letto continuando, a sentire dentro di me il secondo movimento della nona.
E la domanda che mi continuo a fare è: ma Beethoven cosa aveva dentro? Chi era? Come ha potuto un uomo da solo avvicinarsi tanto a dio, all’essenza, alla verità (chiamiamola come vogliamo)? E come può oggi un pugno d’uomini, diertti da un vecchietto in casacca di seta lucida, farmi rivivere tutto questo?
Meraviglioso…..

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