Ciao Luciano

La malinconia di oggi è anche per questo. Un compagno di infanzia che se ne va è sempre un pezzo che si perde se non con dolore (perchè non ci si frequenta più da anni) almeno con dispiacere e stupore.
Così vai via tu Luciano, compagno di giochi di mio cugino e non mio. Io entravo nel gruppo solo quando decidevate di ammettere una femmina e per di più piccola (perchè quattro anni sono un abisso in certe fasi della vita).
Quando oggi ho visto il tuo nome sul manifesto ho pensato a quelle corse incredibili e tutte immaginarie fatte lì sotto i pini, sulla grande pista che scavavamo nella terra, con le mani e una paletta.
Tu avevi sempre la Ferrari, io volevo la Lola di Luigi, un po’ per il nome da femmina, un po’ perchè era di Luigi. Qualche volta cercavi di spiegarmi la superiorità della Ferrari, ma non ti davo molto retta. Ero contenta così. Felice che per quel giorni fossi stata ammessa al gioco.

Una morte annunciata, lenta, inesorabile, dolorosa e consapevole.
Non voglio parlare oggi di cosa sia per me la morte, di cosa penso ci sia o non ci sia dopo. Al di là di ogni credo o filosofia, al di là perfino delle mie convinzioni, mi piace pensare che ora tu stia dormendo, che stia riposando dopo questo ultimo estenuante passaggio. Ciao Luciano

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