I barbari – A. Baricco

Chi mi conosce sa che non lo amo particolarmente come personaggio. Amo certe sue cose (Oceano Mare, Il pianista sull’oceano e – above all- City) , che mi piacerebbero certo di più se non fossero sue (ahimè). Però su google ha compreso e mi ha fatto comprendere molto.
Riporto qui una delle sue lezioni. Quella che si sofferma su cercare (cerchio) e navigare-surfing…molto bello.
Con dedica a un amico che sta diventando Google Ga addicted
Naturalmente consiglio la lettura del libro e/o la visione di tutti i video a chi anche lontanamente si occupa di web

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5 Comments

  1. Nuovo Lettore said,

    May 2, 2010 at 6:03 pm

    ho letto i barbari di baricco a puntate, su repubblica on line, per mesi…
    aspettavo con ansia ogni nuova puntata, ed ogni volta era una scoperta, un pensare “sì, sì, ora che mi ci fai pensare è proprio così”.
    l’uomo sarà pure indigesto, ma la testa la usa eccome.
    i barbari rimane un capolavoro anche a distanza di anni, non fosse altro che perchè ha intuito un disegno organico, una nuova realtà mettendo insieme pezzi apparentemente slegati uni dagli altri.
    e guardiamoci intorno oggi: è pieno di quei barbari, che forse hanno imbarbarito un po’ anche noi (e non per questo viviamo peggio, anzi!)

  2. Gino said,

    May 6, 2010 at 11:26 am

    molto interessante il pensiero di Baricco;
    quel contrasto fra civiltà classica della ricerca e civiltà “americana” del surfing lo ritrovo in due temi a me cari.
    il primo quello delle biblioteche, della loro missione più profonda; in Italia sono chiuse, aspettano che i “ri-cercatori” entrino in biblioteca per cercare; impiegato tempo e risorse per attività chiuse , vedi la catalogazione in SBN; negli USA e nord europa, le biblioteche sono aperte, sono un centro di conoscenza, sono multimediali, sono legate a musei , collaborano con altre istituzioni e il loro obiettivo non è portare utenti dentro le “segrete” stanze , ma offrire loro la possibilità di reperire informazioni, saltando da un punto all’altro.

    il secondo è quello del web, e penso ad esempio ad un sito internet pregno di contenuto, sul quale scrivono fior di ricercatori, che ambiscono anche a “fare” opinione con il loro sito, ma che non hanno capito assolutamente come funziona il “mezzo”; è come se un pittore esponesse i suoi quadri in casa sua in un palazzo al settimo piano senza ascensore, e si stupisse se poi i grandi critici non recensiscono i suoi quadri; o aspirasse a venire chiamato in una grande galleria con le sue opere; se nessuno le ha viste, nessuno ti può apprezzare.
    il contenuto è importante, ma se nascosto… è solo per pochi “cercatori”

    • trotella said,

      May 9, 2010 at 3:30 pm

      Spiritoso!!!!!

  3. sara said,

    May 10, 2010 at 3:18 pm

    io invece dissento. e non è la prima volta, lo so.
    non mi sembra che storicamente la civiltà dei cercatori che scavavano in cerchio fosse portatrice di chissà quali valori. basti guardare il film (duro ma eccellente) There will be blood (Il Petroliere) di P.T. Anderson.
    Si può cercare e trovare navigando e Ulisse ne è la testimonianza.
    I ricercatori intelligenti che leggono libri e scrivono sui blog, a mio modesto avviso, si muovono così.

  4. trotella said,

    May 11, 2010 at 8:55 pm

    Mi piacerebbe molto mettere tutti voi che avete commentato questo post intorno a un tavolo (quasi impossibile, ma micidiale) con una buona bottiglia di vino (ok qualcuno non capirebbe che è una buona bottiglia di vino, ma che fa?). Via i bambini. Via gli orologi. Lì a parlare e a cercare di trovare una via. Un via che è importante se informatici, contastorie, disincantati osservatori della società stanno lì comunque a pensarci. A cercarla. Il bandolo della matassa di questa nostra barbara civiltà


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