L’eleganza del riccio – Muriel Barbery

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È un libro bellissimo. Se fossi più giovane direi “un libro che ti cambia la vita”. Purtroppo ho ormai una pellaccia e delle ossa così ammaccate che per cambiarle ci vuole molto più  Però è un libro che non si dimentica e che la vita te la fa ripercorrere tutta a ricercare le volte in cui….. Ho pianto alla fine. Ho pianto come quando ci si congeda da un amico carissimo.

È vero tutto quello che si dice in giro su “L’eleganza del riccio”: è molto francese e c’è molto autocompiacimento.

Ma, nonostante questo e anche per questo è molto bello.

Non so farne una recensione lucida tanto mi ha emozionato.

Alcuni punti.

Nel libro c’è un’analisi, molto più interessante di quella fatta recentemente da tanti sociologi e politici, sulla strutturazione in classi sociali della nostra società. In particolare la Barbery coglie l’esistenza di diversi capitali: quello sociale, quello culturale, quello economico (tutto Bourdieu!). E il loro diverso mescolarsi. Di questo intreccio è fatta è in qualche modo la struttura della nostra società. Una struttura data, all’interno della quale, ciascuno nasce all’interno di una classe definita dalla mescolanza dei diversi capitali.

Poi ci sono gli scherzi della sorte. L’individuo particolare. Quello che sta stretto nella nicchia dove è nato. C’è l’intelligenza individuale che filtra la struttura…..che grande capacità ha la Barbery di cogliere e risolvere con mano leggera alcune delle dicotomie fondamentali della sociologia: individuo-società, natura-cultura, struttura-mobilità.

Così c’è la portiera intelligente e colta…..e la ragazzina ricca che non accetta le regole collegate al suo status

Ma guai a infrangere l’ordine…..è come nella tragedia greca…se si pecca di hybris si verrà puniti (ed è così che succede nel libro).

È vero che l’individuo può resistere al proprio destino iscritto, ma non può ribellarsi. Può resistere in silenzio, non cambiare il mondo, questo no. Per resistere devi nasconderti. Si nasconde Madame Michel (la portiera), si nasconde Paloma (la ragazzina che in realtà è solo l’alter ego di Madame Michel, la possibilità pura).

Due individui possono incontrarsi e piacersi al di là delle barriere sociali. Ma è un rapporto che può funzionare, che funziona solo su un piano diverso da quello reale. Gli spiriti di una portiera e di un ricco importatore giapponese possono incontrarsi e perfino innamorarsi nell’irrealtà. Dal punto di vista del puro spirito. Ma appena si tenta di spostare il piano del rapporto, allora non funziona più. Sono amori e amicizie che esistono e possono esistere solo “ del lado de allà” come direbbe qualcuno che conosco (e anche Cortàzar).

Bellissimo quello che si dice del linguaggio e della grammatica come mezzo per accedere alla bellezza di una lingua (niente di più vero, per questo il greco antico mi affascina molto di più dell’inglese moderno)

Ancora più bello quella specie di sentimento pasoliniano per il quale si apprezza l’integrità, la spontaneità come sintomo di “aristocrazia”. Se nel ricco l’errore grammaticale è peccato mortale, volgarità estrema; nel povero e ignorante per nascita è sintomo di distinzione, di “veracità”. L’attenzione per il linguaggio anche questo uno dei capisaldi del epsniero di Bourdieu! Attarverso l’imposizione del linguaggio le calssi dominanti si assicurano la continuità del proprio potere.

Sarebbe bello che nella società meritocratica, che tutti i partiti democratici che si presentano alle elezioni, vogliono costruire, la laurea di un figlio di operaio, o magari, di immigrati albanesi valesse di più della laurea di un figlio di medico (in realtà è l’opposto). Sei figlio di una casalinga e di un impiegato con un master? dieci punti in più a un concorso rispetto al figlio di notaio con lo stesso titolo. Trovatemi un partito così e io lo voto. Ditelo a Walter e a quelli dell’ascensore sociale

A proposito dei figli di notai….io figli di notai ci chiamo tutti quei pariolini, o giù di lì, che votano Rifondazione Comunista e vanno vestiti come appena usciti da un centro di prima accoglienza…che mia madre si vergognerebbe di me….sono contenta che anche Renèe li abbia notati

E ora leggete il libro e capirete perché da domani leggerò tutti gli avvisi per posti da portiera vacanti

Solo qualche citazione…..

  

….Gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio. È una cosa terribile, perché in definitiva siamo soltanto dei primati programmati per mangiare, dormire, riprodurci, conquistare e rendere sicuro il nostro territorio, e quelli più tagliati per queste cose, i più animaleschi tra noi, si fanno sempre fregare dagli altri, cioè da quelli che parlano bene ma che non saprebbero difendere il proprio giardino, portare a casa un coniglio per cena o procreare come si deve. Gli uomini vivono in un mondo in cui sono i deboli a dominare. È un terribile oltraggio alla nostra natura animale, una specie di perversione, di contraddizione profonda

l’arte è vita ma su un altro ritmo

l’arte è emozione senza il desiderio