Grazie a Saviano

Oggi vorrei dire GRAZIE.
Grazie a Roberto Saviano.
Grazie perchè sa ancora emozionarci.
Grazie perchè per una sera ha saputo portare la vita vera sugli schemi di una televisione sempre più inta, irreale, parodistica.
Grazie perchè è un giovane che pensa e fa pensare senza paura di essere giovane.
Grazie per la semplicità con la quale ci fa avvicinare a cose grandi e complesse.
Grazie per essere al di sopra delle parti, senza distintivi, tessere, appartenenze.
Grazie per aver criticato i totalitarismi di destra e di sinistra.
Grazie perchè è uno dei pochi che sa usare la parola per fare politica nel senso più alto del termine .
Grazie per il lessico che usa sempre curato, mai banale.
Grazie perchè è una persona libera che ti fa apprezzare il valore della libertà.
Grazie perchè nel deserto culturale che ci circonda ci dà una speranza. La speranza che la cultura, la parola, la scrittura non si chiudano in una torre d’avorio, ma tornino nelle strade, tra le persone, a costruire a la società, a muoverla, a “guidarla” .
Grazie perchè sa trovare il sociale nella letteratura e perchè fa letteratura sociale (e ce ne davvero un gran bisogno).
Infine grazie a Roberto Saviano perchè ogni volta che lo ascolto o leggo mi fa pensare a Pasolini e pensare a Pasolini è pensare a un’Italia che mi piace, a degli intellettuali liberi, a un pensiero fluido e un po’ visionario che sa precedere i tempi, a delle persone che sanno che le parole possono essere pietre.

la qualità del video è molto bassa (se c’è qualcosa di meglio segnalatemelo)

Franceschini a Caterpillar

Io non lo voterò, ma è intonato…e l’accento ferrarese si presta…ora mi è più simpatico

L’amaca – MICHELE SERRA

Repubblica — 08 ottobre 2009 pagina 38 sezione: COMMENTI

Non so se siano le luci caravaggesche in voga negli studi televisivi (volti lucenti e madidi di passione contro sfondi tenebrosi), ma seguire i talk-show politici mi dà un crescente malessere. C’è, nelle voci rotte dall’ ira, nelle fisionomie stravolte, un inconfondibile presagio di violenza. Lo dico con vera e spero condivisa tristezza. L’ altra sera, a Ballarò, mi ha fatto specie vedere un algido viveur come Carlo Rossella trasformarsi in un loggionista del governo. Sedeva accanto a un Bondi illividito e furente. A parte la comune, lunga storia comunista, niente apparenta Bondi e Rossella. Il primo è un militante fisiologico, appassionato e fanatico, il secondo si immolerebbe per le posate da pesce, non certo per un’ ideologia e tantomeno un’ idea. Eppure era lì, come un riservista già in età richiamato inopinatamente al fronte. Era lì a interrompere, a sibilare slogan apodittici e a rispondere (come Bondi) a nessuna domanda. Brutto anzi pessimo segno, quando anche i cinici si schierano, e si buttano nella mischia rischiando la piega della giacca. –

Come Mesiano

Anche questo blog ha i calzini turchesi

turchesi

Gli immigrati voteranno a destra

Partiamo dal principio che sono per una scuola laica. La religione per me è una questione privata che ciascuno dovrebbe privatamente risolvere: nelle chiese, nelle moschee, in casa, nei circoli parrocchiali, negli oratori, etc…..Nella scuola (pubblica naturalmente) secondo me non dovrebbe esserci un’ora di religione. La storia delle religioni e i loro principi potrebbero trovare spazio, in una scuola che funziona, nell’ambito di altre materie (storia, geografia, filosofia, ecc.).
Detto questo, ormai non ci capisco più niente. Adolfo Urso, persona a me antipatichella, presenta una proposta per introdurre un’ora di religione musulmana facoltiva e alternativa a quella cattolica. Fini, difende la proposta perchè – dice – se si vuole un islam moderato e integrato con la società italiana questo percorso non può che partire ed essere stimolato nel luogo dove ha inizio il percorso di ogni futuro cittadino: la scuola».
Non lo so. Ripenso al buon, vecchio Gaber che aveva capito già tutto: Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?
E penso che ha ragione il mio capo, quando scuote la testa e dice “vedrai gli immigrati voteranno a destra”…e io che pensavo che il nuovo proletariato fossero loro, che da lì sarebbe arrivata la spinta progressista….ma forse ora è la destra a essere progressista…

Negro, ebreo, comunista…e pure vecchio

Non entro nel merito della legge sull’omofobia. Non ora, non qui, almeno. Non voglio nemmeno entrare sulle scelte dei diversi partiti, sulla discussione. Niente. Mi interessa solo la posizione della Carfagna. Sono stupita. Il ministro ha una laurea in giurisprudenza e un diploma di maturità scientifica, quindi, magari male, ma un po’ di filosofia deve averla fatta. Che c’entrano gli anziani con i gay? Che c’entra l’età con l’orientamento sessuale. Mi immagino già qualche vecchietto fascistoide che si fa pure rodere perchè messo nella stessa lista con disabili e omosessuali. L’articolo 3 della nostra Costituzione recita: “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, non parla di età.
Non è che io non voglia proteggere gli anziani, anzi, ma allora perchè non i miopi? O i calvi? O quelli con la panza?
Il punto è, caro ministro, che è vero gli anziani vengono molto spesso maltrattati, picchiati, turlupinati, ma assai di rado questo avviene perchè qualcuno pensa che facciano “schifo” perchè anziani. Magari qualcuno si approfitta della loro condizione di debolezza e li raggira, deruba, ecc., ma non si tratta di aggressioni “razziste”. Nessuno pensa che in quanto anziani abbiano minore dignità sociale (cito sempre la Carta Costituzionale). Solitamente vogliono derubarli. Discorso diverso è per gli omosessuali, spesso vittime di insulti e violenza fini a se stessi. Non si voleva una legge che desse delle aggravanti se uno scippa una persona e si scopre che quella è omosessuale; si volevano delle aggravanti quando la motiviazione dell’aggressione è appunto l’omofobia. Di “presbifobia” non ho mai sentito parlare.

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It’s time to go

Segnalo a chi non l’avesse letto un articolo di newsweek che un mio amico mi ha gentilmente fatto avere ieri
http://www.newsweek.com/id/217155
L’articolo dal titolo “Silvio, it’s time to go” parla del nostro caro premier paragonandolo a un antico romano, più precisamente a Nerone.

Bella anche la foto scelta

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Peace keeping

Obama ha vinto il premio nobel per la pace. Non ho mai nascosto le miei simpatie per il presidente degli Usa. Tuttavia la scelta mi ha incuriosito. Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto ch eben quattro presidenti degli Stati Uniti hanno vinto il nobel per la pace (Rooslvet 1906, Wilson 1919, Carter 2002, Obama 2009). A questi va aggiunto il vice presidente Al Gore ( 2007). Interessante no? In fondo il paese più coinvolto in azioni di guerra, direttamente o indirettamente, nello scorso secolo e in questo ha ben 5 presidenti o vice che hanno vinto il nobel per la pace. Come dire: Volete la pace? Fate la guerra

Per non dimenticare: i conflitti nel mondo
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60 anni di Rivoluzione…il tempo passa e come se passa

Anche la Cina si adatta ai tempi.

Rivoluzionarie di ieri

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Rivoluzionarie di oggi

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Chissà cosa ne penserebbe Mao e tutti quelli che per anni non si sono lavati proclamandosi “maoisti”. Io ne conosco alcuni……

60 miliardi di lire come 30 miliardi di euro

Io non l’ho visto. Ho sentito le notizie per radio stamattina. Poi ho cercato il video su youtube. E il nostro presidente del consiglio, ormai vocato al miracolo, converte acqua in vino, ossia lire in euro, e moltiplica pani e pesci ossia miliardi…..Favoloso…. 60 miliardi di lire corrispondono a 30 miliardi di euro, ma anche il buon Vespa ci mette del suo. Per chi avesse preferito Coliandro

Guardando il video si ha l’impressione di sentir parlare una delle statute del Madame Tussauds

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