Cascais

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Ci sono posti incantati dove rimane per sempre incagliato il cuore. Porti dove sogni di riapprodare. “Case”. In Portogallo ci sono molti di questi posti per me. Sono tornata dopo quasi dieci anni a Cascais e mi sono sentita di nuovo a casa. E ho scoperto un posto che dieci anni prima, molto più giovane, senza bimba al seguito non avevo visto: il Parque Marechal Carmona.
Claudia ne è stata entusiasta e anch’io. E’ stato uno di quei momenti “semplici” in cui ti sembra di avere davvero tutto. Una grande serenità

Siena e dintorni

In questi giorni Trotella ha fatto un bel giro in Toscana. Direi un giro classico: Siena, Montalcino, Pienza Montepulciano.

Non mi soffermo sui luoghi che pure ogni volta riescono a stregarti.

Non dico nulla di Duccio che riesce a emozionarmi ogni volta di più

Voglio solo dare qualche indicazione pratica.

Abbiamo dormito in un albergo molto carino e comodo (ci si arriva vicino in macchina e allo stesso tempo è vicino al centro che è chiuso al traffico). Il posto si chiama hotel santa caterina. Ci era stato consigliato da un amico al quale sono molto grata. E’ un posto davvero accogliente. Le stanze sono confortevoli. C’è uno splendido giardino dove si fa colazione con vista sulle colline senesi. Il servizio è impeccabile per cortesia e sollecitudine (con la bambina sono stati eccezionali).

Per mangiare consiglio a tutti un locale che si trova vicino all’hotel si chiama trattoria “Fòri porta”. Si mangia benissimo, si beve ancora meglio e il servizio penso sia una dei migliori che abbia mai incontrato. Il posto è semplice e senza pretese, ma le persone sono davvero cortesi e attente a ogni bisogno (dall’aria condizionata, al pane, allo spazio per la bambina). Ho mangiato antipasto di salumi toscani, cinta senese briaca, patete, sfogliatina alle mele con crema (ho assaggiato anche il tiramisù e il galletto al mattone). Bevuto Chianti in fiasco. Alla fine ci hanno offerto un vin santo – chiaramente fatto in casa- che era una meraviglia (il tutto per un trentina di euro). La cucina casareccia era davvero ottima, i dolci fatti in casa strepitosi, ma davvero è stato il servizio al tavolo a impreziosire tutto.

Per noi è stata davvero una bella serata, spero di poter essere utile a qualcuno.

Il Palio di Castel Madama

 

Chi mi conosce sa che non amo le sagre paesane. Che il carnevale mi mette profonda tristezza e che mi viene da piangere a vedere sfilare i carri di cartapesta.

 

Ma il palio è un’altra cosa. Il primo anno ci sono andata titubante. Lo scorso anno molto convinta.

Quest’anno invito tutti coloro che seguono questo blog a venire a vedere il Palio di Castel Madama. Ne vale la pena. Io ci metto la cena (o il pranzo se preferite venire di domenica).

 

 

 

Riprendo programma e indicazioni dal sito ufficiale: http://www.paliocastelmadama.it/

 

 

Sabato 12 luglio

 

Ore 17.00 fino a tarda notte

– Visita ai Rioni storicamente addobbati con scene di vita, di arti e mestieri del ‘500

 

  Domenica 13 luglio

Ore 9.30

- Corteo e Rievocazione storica del Giuramento di lealtà dei Massari e Benedizione dei Gonfalonieri del popolo in Piazza del Palio.

 

Ore 17.00

– Contesa a Cavallo al Campo del Palio, Giostra del Saraceno, Giostra delle Bandiere e Corsa, Consegna del Palio e della Spada di Carlo V al rione vincitore. Conferimento del titolo “Rione Nobile e corteo di ritorno con festa dei contradaioli vincitori.

 

 

  Un pezzo di vita rinascimentale animato da gente in abiti d’epoca, artigiani che trafficano con antichi mestieri (ritrovati), bambini che si cimentano in giochi persi nella notte dei tempi tra vicoli, giardini, palazzi e botteghe ricreate per l’occasione. Non è la sceneggiatura di un film in costume ma il “Palio Madama Margarita” di Castel Madama. Splendida, ricca, calamitante manifestazione storica che rievoca l’ingresso del 1538 di Madama Margarita d’Austria (figlia dell’imperatore Carlo V) nel suo feudo, che da lei ha preso il nome. Ed il 12 e 13 luglio il paese farà un salto indietro di quasi 5 secoli con scene viventi in costume che rievocano, con dovizia di particolari, la vita di un villaggio Cinquecentesco. Un’immersione totale nella storia di questo paesino laziale, a circa quaranta minuti di auto dalla capitale. Davvero come in un film, ma senza l’obbligo di biglietto e di restare seduti: potrete passeggiare accanto a dame e popolane impegnate a tessere, o curiosare all’interno di un’osteria, un’officina da maniscalco. Per ottenere un risultato così, i comitati dei rioni di Castel Madama lavorano per mesi. Tutto viene fatto in gran segreto, solo pochissime persone conoscono i progetti degli addobbi e degli scenari da costruire la notte del venerdì che precede il Palio. Tutto cambia volto e non rimane traccia del presente. Spariscono come per incanto distributori di benzina, insegne luminose e serrande dei negozi. Qui la ricetta della rievocazione si mescola allo spettacolo di fantasia. Un intero paese in fibrillazione: centinaia di persone del posto impegnate nel ruolo di figuranti e che, la domenica mattina, sfilano nel Corteo Storico per le strade del paese indossando bellissimi e colorati costumi d’epoca tra le migliaia di turisti-spettatori che nei due giorni partecipano alla kermesse incantati da cavalieri, dame e sbandieratori. E’ un tuffo nella storia, che si conclude con la contesa a cavallo. Una gara di destrezza e abilità, difficile e ricca di colpi di scena nella quale si cimentano, per la conquista del Palio, i cavalieri che rappresentano le contrade di Castel Madama. Il Rione che ottiene il punteggio più alto sommando i voti (attribuiti da una giuria di esperti costituita da un regista, uno scenografo, un costumista, un pittore e uno storico dell’arte, oltre a tre giudici della Federazione Italiana Sport Equestri) di tutte le prove (addobbo, corteo e contesa a cavallo) si aggiudica il gonfalone con lo stemma della Madama Margarita d’Austria de’ Medici Farnese, conosciuta anche come Margarita di Parma. Il Rione che ottiene il punteggio più alto sommando i punteggi delle prove Addobbo e Corteo si aggiudica, invece, il titolo di Rione Nobile.

 

Nel sito ufficiale trovate immagini e filmati

 

  

Gaeta e i turchi

A Gaeta c’è una falesia (penso si chiami così) molto suggestiva utilizzata anche da chi fa arrampicata libera.

Per i turisti meno avventurosi il sito è noto perchè su una fenditura della roccia sorge il Santuario della Montagna Spaccata (della Santissima Trinità). L’impressionante spaccatura si sarebbe creata  al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Una lunga e ripida scalinata (vero France’?) porta alla così detta Grotta del Turco (il cuore della spaccatura). 

Il citato turco avrebbe lasciato anche la sua impronta sulla roccia, sull’altro lato del Santuario. Il marinaio che non credeva alla leggenda poggiò la mano sulla roccia che miracolosamente divenne morbida e lasciò la sua impronta che possiamo vedere ancora oggi

Dopo aver provato a poggiare la nostra mano su quella del turco si può proseguire fino a una splendida terrazza sul mare. Un post per tutti coloro che si sono chiesti dove fossi stata in vacanza