Non ci crederete, ma Gino e Fabiola mi hanno regalato il “going”. Ve lo ricordate il giocattolo anni ‘70 di cui abbiamo parlato. E’ favoloso. L’hanno trovato in un negozio gestito da cinesi e la fabbricazione è rigorosamente PRC (Repubblica popolare cinese, non partito della rifondazione comunista). Certo i materiali sono un po’ più scadenti di quelli utilizzati negli anni 70, sull’etichetta c’è scritto “Tira e molla” e solo in piccolo “going”, le corde si impicciano un po’ più facilmente, ma è LUI. Il going. Dovevano arrivare i cinesi in Italia perchè io e mio cugino (classe 72 io 68 lui) ci mettessimo in giardino a giocare davanti alle figlie attonite. Grazie Gino e Fabiola
Giocattoli degli anni ‘70
April 10, 2008 at 6:42 pm (anni '80)
L’altro giorno tornando a casa io e Gino abbiamo fatto una dotta discussione sulla faccenda dei giocattoli anni ‘80 e ci siamo ricordati entrambi del GOING. Abbiamo pensato che avrei dovuto inserirlo.
Però ho fatto qualche ricerca….no, abbiamo sbagliato, pare che il going appartenga agli anni ‘70.
Ma in fondo la nostra infanzia si è snodata a cavallo dei due decenni e un posto il going se lo merita.
Per chi non se lo ricordasse ecco il Going. Sembar incredibile, ma ci divertivamo così
Giocattoli degli anni’80
April 8, 2008 at 9:02 pm (anni '80)
Qualche giorno fa un’amica mi ha detto “Se dovessi fare un blog lo farei sui ponti”. Mi è venuto naturale chiedermi se avessi voluto un blog tematico a cosa l’avrei dedicato. Anche se questa cosa non è mai venuta fuori choaramente, forse molti di voi se lo aspettano:
Il mio sarebbe un blog sugli anni ‘80.
Allora ho deciso di aprire almeno una categoria anni ‘80. Questa sera cominciamo con giocattoli degli anni ‘80 (un po’ come fiori, frutti, cose, città…che era un giochino molto anni ‘80). Inizio io, ma vi invito caldamente a continuare. Io c’ho pensato bene ne ho 3 + 1.
1) Il dolceforno. Faceva delle crostatine bruciacchiate, ti ustionavi le mani e non si capiva perchè non usare il forno normale, visto che comunque c’era necessariamente un adulto di vigilanza. Sembrava una specie di fornace. L’avrei voluto azzurro, me lo comprarono arancione. Penso di averlo usato in tutto quattro volte. Ce l’ho ancora nella scatola
2) La maglieria magica. Faceva degli stranissimi tubi di lana che non si capiva a cosa potessero servire se non a preparare le future operaie del tessile alla catena di montaggio. Purtroppo proprio in quegli anni il tessile entrava in crisi e l’oggetto perdeva ogni sua utilità. Anche in questo caso la volevo azzurra e me la comprasrono arancione. O io ero sfigata o i miei erano fissati con l’arancione.
3) Il bagno di Barbie. La bambina dopo aver cucinato con il dolceforno, fatto la calza con la malieria magica, poteva rilassarsi dedicandosi alla bellezza. In realtà il bagno di Barbie entra in classifica in quanto legato a un indelebile ricordo. Uno degli accessori forniti con il bagno era una minisaponetta di plastica rosa dura. Per oscuri motivi – rimasti sempre tali – la sorella della mia migliore amica decise di infilarsela su per il naso (sopravvisse). La nostra generazione è un generazione di sopravvissuti. Pensando all’attenzione spasmodica che c’è oggi per la sicurezza dei giocattoli e facendo il raffronto con i nostri balocchi (io ne ho avuti anche di latta) o eravamo molto più scaltri dei bambini di oggi o Santa Pupa lavorava allora molto di più.
Aggiungo un quarto giocattolo che non ho mai avuto, ma che ho molto invidiato: Big Jim cambia faccia. Un pupazzo che faceva l’agente segreto e nella valigetta aveva le facce di ricambio. Non hanno mai fatto una Barbie così, diciamolo. Ancora oggi sono molte le volte in cui vorrei una valigetta con le facce di ricambio.
Ecco questi sono i miei….e i vostri?




