E così finisce che ci si prende gusto. O che si capisce finalmente il gusto. E dopo una riunione estenuante, si prende e si fugge via. Da tutto. Da tutti. O qausi.
Al chiostro del Bramante a vedere la mostra sui Grandi Veneti. La mostra è in realtà un’evidente scusa per una passeggiata al centro di Roma. Roma è magnifica, una continua scoperta. Capita così di sbirciare all’interno di un portone e vedere un cortile con un aranceto e una splendida ringhiera liberty. Oppure una libreria di quelle di un tempo in cui entreresti per non uscire più.
La mostra ho pochi pezzi belli. La Madonna con bambino del Bellini più di tutti.
Ci sono molti “San Girolamo” e così mi nasce il dubbio del perchè l’Italiano sia l’unica lingua che conosco che abbia trasformato il latino “Ieronimus” in Girolamo ( e penso pure che il capo Apache avrebbe avuto assai meno fascino se si fosse chiamato Girolamo e non Geronimo).
Al ritorno si passa quasi forzatamente davanti a San Luigi dei Francesi. E come si può resistere? Mi avvicino alla porta e sento il suono dell’organo. Ci sarà la funzione? No, non c’è. E ci capita così una di quelle cose straordinarie che solo il caso che non è mai casuale, ma sempre generoso, rende possibile. Abbiamo potuto vedere in un’atmosfera irreale di dipinti di Caravaggio con sottofondo di musica d’organo e quasi soli.
Risalendo verso termini in una metro affollata quelle ore sembravano una specie di miracolo. E lo sembrano ancora.
I grandi Veneti (e non solo) – Chiostro del Bramante Roma
February 5, 2011 at 9:12 pm (arte)
Advertisement
