La vita istruzioni per l’uso – George Perec

Io vorrei scoprire dove sta la magia, dove scocca la scintilla, dove si annidia quel quid che fa la differenza. Ecco davvero questa è la cosa per la quale varrebbe la pena aver vissuto. . Lì davanti al plotone d’esecuzione non vorrei amore, non vorrei cibo, non vorrei altro che la risposta a questa domanda: dove nasce la magia?

Tu cominci a leggere e ti basta poco e sai che sarà eccezionale. Non so. Leggendo a volte scatta qualcosa e altre volte no. Mi piacciono libri così diversi tra loro. Scrittori con biografie lontanissime. Romanzi frutto di culture tra loro remote. Non lo so. Non lo so davvero dove sta, dove si annidia la magia. A volte mi succede anche con cose che so che non sono capolavori, ma semplicemente romanzi avvincenti. Anche lì c’è magia, comunque. E li finisci d’un fiato sul filo dell’emozione. 

“La vita istruzioni per l’uso” non solo si legge d’un fiato, è anche e soprattutto un capolavoro. Uno di quei libri che senti di aver incontrato troppo tardi, come certi uomini affascinanti e colti. I critici possono dare mille motivazioni per spiegare la bellezza del romanzo (ma è un romanzo?). Io ormai leggo da trent’anni e per me è istinto. “La vita istruzioni per l’uso” è un libro folle, senza trama e con mille trame. In cui lo scorrere del tempo è del tutto alterato, un insieme disordinato di scatole cinesi. Un romanzo che si presenta come la descrizione di stanze, a volte come catalogo di oggetti e che diventa romanzo giallo, dramma sentimentale, affresco sociale, esercizio di stile ( Queneau è onnipresente). Ricorda molto Rayuela di Cortazar (ne abbiamo già palrato in questo blog), pur nella completa diversità dei temi. Forse lo ricorda perchè entrambi sono libri sulla complessità, sullo sfuggente senso della vita, sull’ambiguità di quella che chiamiamo realtà e che a volte ci pare così solida e invece…..Un puzzle come quelli che costruisce uno dei personaggi del libro (alcuni vogliono che sia il protagonista, ma c’è un protagonista?) e allo stesso tempo come Rayuela (Il gioco del mondo) un potentissimo libro gioco….per non prenderla poi troppo sul serio questa vita…..Leggetelo perchè è avvincente (anche se davvero non capisco come) e vi cambierà il modo di vedere il mondo (in meglio). E un grazie di cuore alla persona che me l’ha indicato.

“Isolato il pezzo di un puzzle non significa niente; è semplicemente domanda impossibile, sfida opaca; ma se appena riesci, dopo molti minuti di errori e tentativi, o in mezzo secondo prodigiosamente ispirato, a connetterlo ai pezzi vicini, ecco che quello sparisce, cessa di esistere in quanto pezzo: l’intensa difficoltà che ha preceduto l’accostamento e che la parola puzzle – enigma – traduce così bene in inglese, non solo non ha più motivo di esistere, am sembra non averne avuto mai, tanto si è fatta evidenza: i due pezzi miracolosamente riuniti sono diventati ormai uno, a sua volta fonte di errori, esitazioni, smarrimenti e attesa”

 Un disegno di Saul Steinberg che pare abbia ispirato Perec

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