Chi mi conosce sa che non amo le sagre paesane. Che il carnevale mi mette profonda tristezza e che mi viene da piangere a vedere sfilare i carri di cartapesta.
Ma il palio è un’altra cosa. Il primo anno ci sono andata titubante. Lo scorso anno molto convinta.
Quest’anno invito tutti coloro che seguono questo blog a venire a vedere il Palio di Castel Madama. Ne vale la pena. Io ci metto la cena (o il pranzo se preferite venire di domenica).

Riprendo programma e indicazioni dal sito ufficiale: http://www.paliocastelmadama.it/
Sabato 12 luglio
Ore 17.00 fino a tarda notte
– Visita ai Rioni storicamente addobbati con scene di vita, di arti e mestieri del ‘500
Domenica 13 luglio
Ore 9.30
- Corteo e Rievocazione storica del Giuramento di lealtà dei Massari e Benedizione dei Gonfalonieri del popolo in Piazza del Palio.
Ore 17.00
– Contesa a Cavallo al Campo del Palio, Giostra del Saraceno, Giostra delle Bandiere e Corsa, Consegna del Palio e della Spada di Carlo V al rione vincitore. Conferimento del titolo “Rione Nobile e corteo di ritorno con festa dei contradaioli vincitori.
Un pezzo di vita rinascimentale animato da gente in abiti d’epoca, artigiani che trafficano con antichi mestieri (ritrovati), bambini che si cimentano in giochi persi nella notte dei tempi tra vicoli, giardini, palazzi e botteghe ricreate per l’occasione. Non è la sceneggiatura di un film in costume ma il “Palio Madama Margarita” di Castel Madama. Splendida, ricca, calamitante manifestazione storica che rievoca l’ingresso del 1538 di Madama Margarita d’Austria (figlia dell’imperatore Carlo V) nel suo feudo, che da lei ha preso il nome. Ed il 12 e 13 luglio il paese farà un salto indietro di quasi 5 secoli con scene viventi in costume che rievocano, con dovizia di particolari, la vita di un villaggio Cinquecentesco. Un’immersione totale nella storia di questo paesino laziale, a circa quaranta minuti di auto dalla capitale. Davvero come in un film, ma senza l’obbligo di biglietto e di restare seduti: potrete passeggiare accanto a dame e popolane impegnate a tessere, o curiosare all’interno di un’osteria, un’officina da maniscalco. Per ottenere un risultato così, i comitati dei rioni di Castel Madama lavorano per mesi. Tutto viene fatto in gran segreto, solo pochissime persone conoscono i progetti degli addobbi e degli scenari da costruire la notte del venerdì che precede il Palio. Tutto cambia volto e non rimane traccia del presente. Spariscono come per incanto distributori di benzina, insegne luminose e serrande dei negozi. Qui la ricetta della rievocazione si mescola allo spettacolo di fantasia. Un intero paese in fibrillazione: centinaia di persone del posto impegnate nel ruolo di figuranti e che, la domenica mattina, sfilano nel Corteo Storico per le strade del paese indossando bellissimi e colorati costumi d’epoca tra le migliaia di turisti-spettatori che nei due giorni partecipano alla kermesse incantati da cavalieri, dame e sbandieratori. E’ un tuffo nella storia, che si conclude con la contesa a cavallo. Una gara di destrezza e abilità, difficile e ricca di colpi di scena nella quale si cimentano, per la conquista del Palio, i cavalieri che rappresentano le contrade di Castel Madama. Il Rione che ottiene il punteggio più alto sommando i voti (attribuiti da una giuria di esperti costituita da un regista, uno scenografo, un costumista, un pittore e uno storico dell’arte, oltre a tre giudici della Federazione Italiana Sport Equestri) di tutte le prove (addobbo, corteo e contesa a cavallo) si aggiudica il gonfalone con lo stemma della Madama Margarita d’Austria de’ Medici Farnese, conosciuta anche come Margarita di Parma. Il Rione che ottiene il punteggio più alto sommando i punteggi delle prove Addobbo e Corteo si aggiudica, invece, il titolo di Rione Nobile.
Nel sito ufficiale trovate immagini e filmati

maura said,
July 8, 2008 at 8:38 am
A quale rione appartieni?
trotella said,
July 10, 2008 at 7:01 pm
Borgo. Colori Rosso e Nero.
peter rei said,
July 11, 2008 at 2:53 pm
Buon divertimento al palio allora. Ciao
marcello said,
September 8, 2008 at 8:11 pm
il palio è magnifico per chi riesce a vederlo tutto (addobbi e scene rionali) e sembra che gli unici a goderselo siano quelli gella giuria, temnuto conto che passando dentro i cordoni vanno da pertutto e le scene le fanno al loro transito.
ma, i paesani e i turisti come fanno a vedere qualcosa se non non sanno nemmeno dove mettere i piedi????
SODDISFATTA DEL RISULTATO????????????
saluti marcello
trotella said,
September 9, 2008 at 6:25 am
Sì è vero c’è molta gente, il caos regna sovrano, ma penso che faccia parte dello spettacolo. Quello che voglio dire è che in qualche modo il disordine contribuisce a creare l’atmosfera da “fiera medievale”.
Non penso che sia la signola scena ad avere senso. Sì si può apprezzare la cura di certi addobbi, la trovata storicamente corretta e rappresentativa, ma quello che a me piace è l’insieme: svegliarmi con i tamburi che rullano, trovare paglia e cacca di cavallo ovunque, vedere al ritorno dal lavoro le persone che montano le scenografie….eccetera….
E poi Castel Madama è quella che è. Quest’anno lo sforzo di mettere i sensi “unici” per il transito mi sembra che abbia funzionato….Non so cosa vede la giuria. Quello che vedo io mi piace.
Cosa dire del risultato? Mi ero già espressa:
http://trotella.wordpress.com/2008/07/15/il-palio-il-ritorno-alla-normalita/
marcello said,
September 17, 2008 at 1:18 pm
mi sembra che quello che conta per te è essenzialmente l’atmosfera del palio.
se è così, hai provato a pensare l’atmosfera che esisterebbe qualora gli addobbi e le scene vengano svolte ad es. il primo sabato di luglio, e di sera fino all’alba, e poi, il corteo il 2° sabato di luglio, sempre di sera/notte inoltrata.
non risulterebbe un’atmosfera più intensa e godibile da tutti, anche dai figuranti che risulterebbero anche più belli in quanto più freschi e allegri e non “bocchegianti”?.
comunque, ancora saluti e viva il palio e un forte applauso a chi “fa il culo” per realizzarlo (non so se ha reso l’idea, ma intedo esprimere un ringraziamento a tutti i tanti che lavorano e non ricevono neppure un grazie personale).