Ancora a proposito di eroi. Forse ognuno di noi ha i suoi eroi in famiglia. Io di certo l’eroe di famiglia ce l’ho.
Se mio nonno fosse ancora vivo, so cosa avrebbe fatto oggi. Avrebbe ricordato, con gli occhi lucidi, il “povero Luigi”.
Il “povero Luigi” – per me Zio Luigi – era il fratello di mio nonno fucilato dai tedeschi sull’appennino emiliano insieme ad altri nove compaesani.
Zio Luigi venne ammazzato nel cortile di “casa Sacchi” (in alcuni paesi dell’Emilia le case hanno un nome). Il nonno mi aveva mostrato il posto. Io ero una bambina dalla fantasia fervida e molto impressionabile. Da quando lui mi mostrò il posto io non volli più andare a giocarci anche se su quel cortile affacciavano le case di acluni amichetti. Mi faceva impressione. Ci dovevo passare davanti comunque spesso e ogni volta mi chiedevo tante cose. Come fosse morire ammazzati. Se li avessero bendati. Se avevano pianto, urlato. Cosa facevano le loro madri, le mogli (Zio Luigi lasciò la madre che gli sopravvisse più di vent’anni, una moglie e due figli), mentre li fucilavano. Quanti fossero quelli che avevano sparato. Se erano giovani. Se erano come i nazisti della televisione. Se la terra che ricopriva ancora il cortile fosse la stessa che si era macchiata di sangue allora.
La resistenza entrò così nella mia vita. Con una familiare inquietudine. E anche con un familiare orgoglio. Quello di mio nonno mentre mi indicava il nome di Zio Luigi sul monumento per i caduti.
Penso sia una storia comune a quella di tanti italiani. Penso che sia oggi più che mai il momento di raccontarle queste storie. Storie normali. Storie di eroi.
maura said,
April 28, 2008 at 8:44 am
è per tuo zio e per quelli come lui che non dobbiamo permettere che riscrivano i libri di storia