Non so se è per la scena in cui Zac il protagonista si veste come David Bowie e canta “Space Oddity”, non so se perché Crazy è il titolo di una canzone di Patsy Cline per la quale il padre di Zac va talmente pazzo da chiamare i figli con nomi che compongano la parola C.R.A.Z.Y., non so se perché il film comincia con la mamma che perde le acque proprio come è successo a me (quasi) qualche mese fa…..ma, nonostante il malumore, il film mi è piaciuto. Funziona.
La trama non ve la racconto, ma c’è dentro l’omosessualità, la religione, la droga e soprattutto il rapporto con il padre (che poi è sempre anche il rapporto con il nostro diventare adulti).
In sostanza c’è la trasgressione in tutte le sue molteplici forme. Trasgressione intesa come ricerca dello sballo, dei capelli lunghi, della moto, della droga quasi accettata o comunque tollerata dai genitori e la trasgressione alle regole morali e religiose della comunità dovuta all’omosessualità che invece non è in nessun modo accettata, tanto che chi la vive la nasconde a se stesso, anche in quegli anni (il film si snoda tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta) in cui ci si ribellava e si metteva in discussione tutto.
Il cammino di Zac sarà comunque un cammino individuale e non generazionale e per questo ancora più difficile.
La colonna sonora è bellissima: oltre a David Bowie ci sono anche i Rolling stones e i Pink Floyd