E penso a te – Fiorella Mannoia

Io ho in mente te – Equipe 84

Incredibile Romantica – Vasco

Fiorello

Oggi, mentre avrei dovuto seguire un serioso convegno, ho cercato invece di spiegare a un amico-collega cosa fa “maschio” e cosa no. E come il panorama intorno a noi fosse desolante…..
Insomma purtroppo più vado avanti, più mi trovo d’accordo con il La Russa di Fiorello…..basta co’ tutti sti uomini che si mettono il borotalco….

Sally – Vasco Rossi

Sally cammina per la strada senza nemmeno….
….guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
….di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa….
“ti può crollare addosso”!
Sally è già stata “punita”…
per ogni sua distrazione o debolezza…
per ogni “candida carezza”…
“data” per non sentire….l’amarezza!
senti che fuori piove
senti che bel rumore…
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
….ormai guarda la gente
con aria indifferente…
….sono lontani quei “momenti”…
quando “uno sguardo” provocava “turbamenti”..
quando la vita era più facile…
e si potevano mangiare anche le fragole….
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt’un equilibrio sopra la follia….
……….sopra follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore…

Ma forse Sally è proprio questo il senso…il senso…
del tuo “vagare”…
forse davvero ci si deve sentire….
alla fine….un Po’ male!….
Forse alla fine di questa “triste storia”
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare “i sensi di colpa”…
e CANCELLARLI da questo “viaggio”….
per vivere davvero ogni momento…..
con ogni suo “turbamento”!….
e come se fosse l’ultimo!

Purple Rain – Prince

Fragile – Sting

Stranamore – R. Vecchioni

E lui che torna a casa sbronzo quasi tutte le sere
e quel silenzio tra noi due che sembra non finire
quando lo svesto, lo rivesto e poi lo metto a letto,
e quelle lettere che scrive e poi non sa spedirmi…
forse lasciarlo sulle scale è un modo di salvarmi.

E tu che hai preso in mano
il filo del mio treno di legno
che per essere più grande avevo dato in pegno:
e ti ho baciato sul sorriso per non farti male
e ti ho sparato sulla bocca invece di baciarti
perché non fosse troppo lungo il tempo di lasciarti.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

E l’alba sul Danubio a Marco parve fosforo e miele
e una ragazza bionda forse gli voleva dire
che l’uomo è grande, l’uomo è vivo
l’uomo non è guerra;
ma i generali gli rispondono che l’uomo è vino
combatte bene e muore meglio
solo quando è pieno.

E il primo disse: “Ah sì?
non vuoi comprare il nostro giornale?!”
E gli altri: “Lo teniamo fermo tanto per parlare”
ed io pensavo: “Ora gli dico: Sono anch’io fascista” -
ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
la mia paura non bastava a farmi dire basta.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

Ed il più grande
conquistò nazione dopo nazione,
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perchè più in là
non si poteva conquistare niente;
e tanta strada per vedere un sole disperato
e sempre uguale e sempre
come quando era partito.

Bello l’eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave
ha più ferite che battaglie, e lui ce l’ha la chiave.
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli
ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio
io che non parto e sto a guardarti
e che rimango sveglio.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

L’amore del bandito – M. Carlotto

In questo libro Carlotto denuncia la mafia, anzi le mafie internazionali, il caos balcanico e la prontezza occidentale nell’approfittare dei conflitti etnici nella ex Jugoslavia.
Dice, senza mezzi termini, che l’introduzione del reato di clandestinità è solo un modo per far guadagnare di più alle organizzazioni malavitose che si occupano di far arrivare immigrati nel nostro paese.
Fa vedere come sia difficile per un clandestino ora rivolgersi a un ambulatorio pubblico o un prontosoccorso e come questo comporti ulteriori arricchimenti per chi commercia illegalmente in farmaci.
Ma che sia ben chiaro, il libro di Carlotto non è una difesa buonista degli stranieri. Tutt’altro. Ci sono figure di una spietatezza efferata.
Poi c’è sempre l’alligatore, più triste, più solo, più vecchio . Sullo sfondo come sempre amicizia e amore (come forti presenze o incolmabili assenze) a condurre il gioco. Il gioco della vita.

E non so se è per la malinconia e il senso di impotenza che si respira in alcuni passaggi del libro o se è perchè sta volta l’autore ha voluto mettere in mezzo troppi temi (troppa carne al fuoco), ma il libro non mi è piaciuto. O, comunque, mi è piaciuto molto meno degli altri Carlotto ed ho perfino faticato a finirlo.

Il piccolo principe

 

I figli, i bambini, i piccoli sono davvero il senso della vita. Una continua scoperta. A mia figlia devo moltissimo. Mi sembra di aver preso molto più di quanto ho dato.

Ieri sera abbiamo cominciato a rileggere “insieme” Il piccolo principe. Ci sono libri del cuore. Restano lì. Quando li vedi sullo scaffale ti prende una grande tenerezza, ma per anni (decenni?) non li riprendi in mano.
Inutile dire che la lettura è piacevolissima e che le domande di Claudia la rendono ancora più picevole, ma il punto è che io il libro me lo ricordavo pochissimo o forse, rileggendolo ora, leggo un altro libro. Che bello!

Riporto di seguito una oarte della prefazione. Chi mi conosce sa che, nonostante la mia fama di rompipalle che non si ferma davanti a niente, nonostante i miei 37 anni continuo ad arrossire. Non capita spesso, ma mi succede specie con certe persone (di solito speciali)….

 “Il Piccolo Principe arrossisce, è un bambino che non risponde alle domande, ma a qualcuna arrossisce. “E quando si arrossisce, significa sì, vero?” dice Antoine de Saint-Exupéry. E una sfumatura d’acquerello sulle guance, un tocco intimo, impudico e pungente che vale come una conferma.
Il Piccolo Principe è un racconto autobiografico. Durante tutta la sua vita Saint-Exupéry conservò questa particolarità, di arrossire invece di rispondere quando gli si presentavano situazioni di leggero imbarazzo. Fatto così raro in un adulto, che in più è un uomo, tenace residuo dell’infanzia”

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