Razzismo democratico

E’ rassicurante sapere che viviamo in un paese democratico. L’ex parlamentare Matteo Salvini (lega) ha dimostrato di non avercela solo con gli stranieri, ma anche (ancora) con i napoletani. Perchè il meridionale dovrebbe essere migliore del nero o dello slavo? Solo per il colore della pelle? Chi può pensare una cosa simile? Certo non un razzista democratico, anche il napoletano puzza e non si lava è noto…Il poveretto dopo questa dimostrazione di grande apertura mentale è stato attaccato dall’ingiusta stampa di sinistra e ha addirittura deciso di dimettersi. Immagino per lo sdegno di non sentirsi compreso. Tuttavia va detto che avrebbe dovuto dimettersi lo stesso perchè il granduomo è stato eletto come parlamentare europeo e le due cariche sono incompatibili.
Ora quest’uomo ci rappresenta a Strasburgo!

Sotto il filmato del coro democratico razzista:

Il ‘56

Dedicata a una persona alla quale ho scoperto di volere più bene di quanto pensassi. alla faccia della diversità e degli scazzi o forse proprio grazie alla diversità e agli scazzi…..

Come una festa – L’Orage

El último trayecto de Horacio Dos – Eduardo Mendoza

horaciodos

Mi avevano consigliato di iniziare da altro, ma per una serie di coincidenze – e io sono un’appassionata di coincidenze – ho iniziato da questo. E’ stata una pausa dopo una lettura molto impegnativa (la recensione arriverà) anche se affascinante.
E’ un libro molto divertente. Nella quarta di copertina si allargano. Parlano di allegoria satirica o di novella di genere. Io penso che sia semplicemnete molto divertente. Ci sono tutti una serie di richiami che al lettore non sfuggono (sono enormi non possono sfuggire), ma la storia resta soprattutto un racconto divertente con personaggi strampalati che incarnano tutti i difetti dell’umanità.
A questo punto mi permetto una riflessione razzista. Il racconto è divertente perchè è scritto e l’ho letto in spagnolo. Mi chiedo se in italiano sarebbe stato così divertente. Lo spagnolo secondo me è una lingua che si presta benissimo a questo genere di racconti. Non lo so, ma non riesco proprio a immaginarmeli scritti in inglese. I personaggi di Mendoza parlano spagnolo e non possono parlare un’altra lingua senza perdere di incisività. Insomma è come immaginarsi Don Chisciotte che parla a Sancho in tedesco….

Happiness is a warm gun

Tutto l’universo obbedisce all’amore – F.Battiato

Battiato sa cogliere quello che si prova, pensa, sente quando si è innamorati. No, non quando si ama, ma in quella particolare fase di ubriacatura, di irrazionalità, di perdita della testa (di solito l’inizio o la fine di un rapporto, ma non solo) in cui ci sembra che tutto l’universo obbedisca all’amore…..

Aldo Fabrizi (2)

Di Aldo Fabrizi ne avevo già parlato un anno fa qui
Chi mi conosce bene sa che è una mia passione eriditata da mio nonno. A lui che lo è stato per tanti anni dedico il pezzo sul tranviere che gli piaceva tanto

Quello sullo scolaro lo dedico a chi mi ci ha fatto ripensare oggi, facendomi, come al solito, tanto, ma tanto ridere

Tito Boeri e L’immigrazione

Chi mi conosce sa che mi piacciono le provocazioni, quindi ho molto apprezzato l’articolo di Tito Boeri comparso su “La voce” dal titolo “E’ l’immigrazione bellezza” (cliccare per leggere).
Sono abbastanza d’accordo con l’autore. tuttavia mi sembra che trascuri un particolare non di scarsa importanza: in realtà la vera forza progressista nei nostri paesi occidentali è rappresentata dagli immigrati e dai loro figli.
Non solo quindi i partiti socialdemocratici devono adeguare le loro politiche sul welfare, ma anche contribuire a far sì che le potenzialità di rinnovamento sociale e politico che l’immigrazione può rappresentare si traducano in spinte sociali reali e positive. Appunto progressiste. In questa fase dei processi di immigrazione, almeno nel nostro paese, la battaglia sociale non è meno importante di quella economica. Lo dimostrano il pacchetto sicurezza e tutti gli altri provvedimenti restrittivi presi dal governo.
La sinistra deve ricominciare. Che lo faccia dall’immigrazione e per favore senza demagogia.

Il fuggiasco – Massimo Carlotto

carlotto

E’ un libretto senza grosse pretese che si legge bene, specie la prima parte in cui l’autoironia di Carlotto diverte e, allo stesso tempo, fa riflettere su aspetti della vita da latitante ai quali penso che nessuno di noi abbia mai pensato. Meno godibile la seconda parte che parla del rientro in Italia e del processo. Penso che sia anche perchè, un po’ vigliaccamente, finche si parla dello schifo del Messico riusciamo a ridere, quando si parla dello schifo italiano ci assale lo sconforto.
Carlotto, comunque, ha il dono di saper raccontare senza mettere le distanze con il lettore.
Uno dei pezzi divertenti: “Una volta, nella zona di Oaxaca, stavo viaggiando con un pullman di linea verso Città del Messico. La maggioranza dei passeggeri era del luogo, a parte il sottoscritto e dodici nordamericani. Questi ultimi erano a piedi nudi, vestiti con un saio di tela bianca stretto in vita da un cordone color oro e in testa, sui lunghi capelli, portavano una corona di spine di plastica. Incuriosito, avevo chiesto di spiegarmi il perchè di quell’abbigliamento e mi avevano risposto che erano la setta dei dodici apostoli. Provenivano dal Belize e si stavano dirigendo verso la capitale per annunciare non ricordo bene quale rivelazione. Il pullman venne fermato a un posto di blocco e la faccia del tenente, che era salito per controllare i documenti, cambiò colore quando li vide. con passo marziale si diresse verso il più vicino: “Passaporto” gli ordinò.
“Non l’abbiamo” rispose serafico. “Siamo i dodici apostoli e non ne abbiamo bisogno”.
“Come ti chiami?” urlò l’ufficiale.
Con tono sempre più estatico: “Matteo, sono l’apostolo Matteo”.
Il graduato lo afferrò per i capelli, abbaiò un ordine e il mezzo si riempì di soldati che con il calcio dei fucili li fecero scendere di corsa. Scuotendo la tesat venne poi verso di me: “Li conosce?”.
“Mai visti prima!” risposi.
“Ha sentito quello che mi hanno detto?”.
“Sì”
“Cosa scrivo sul rapporto, che ho arrestato i dodici apostoli perchè erano senza documenti?”

Morrissey – Thats How People Grow Up

Io sono stata letteralmente folgorata da quest’album di Morrissey. Era tanto tempo che non mi capitava di essere così presa da un “album straniero”. Ve ne propongo un altro brano anche se penso che il CD abbia un senso solo se ascoltato nella sua interezza….è un album in senso stretto, non solo sono belli i brani, è bello come sono montati, come si passa da un tipo di musica a un altro, i testi che si rincorrono di canzone in canzone (è un album sull’amore, sull’impossibilità dell’amore, sulla solitudine, sul fatto che si può stare da soli, sulla falsa centralità dell’amore)….bello, bello, bello

I was wasting my time
Trying to fall in love
Disappointment came to me and
Booted me and bruised and hurt me

That’s how people grow up
That’s how people grow up

I was wasting my time
Looking for love
Someone must look at me
and see their sunlit dream

I was wasting my time
Praying1 for love
For a love that never comes from
Someone who does not exist and2

That’s how people grow up
That’s how people grow up

Let me live before I die
Not me, not I!

I was wasting my life
Always thinking about myself
Someone on the deathbed said
“There are other sorrows too”

I was driving my car
I crashed and broke my spine
So yes, there are things worse in life than
Never being someone’s sweetie

That’s how people grow up
That’s how people grow up

As for me I’m ok
For now anyway

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